Roberto Capezzone
Presidente Provinciale di Alleanza Nazionale Benevento
L'intervento di Capezzone è stato improntato sulle tematiche dello sviluppo del
Sannio ed ha seguito il titolo di apertura della manifestazione "Sannio Sud Sviluppo".
In realtà il Presidente provinciale Capezzone ha messo in risalto il tema della
modernizzazione ma non sempre la modernizzazione viene coniugata da certe azioni
di sviluppo e non sempre certe azioni di sviluppo rappresentano
l'ottenimento della crescita del territorio.
Capezzone ha comunque ammesso di essere realista e che le opinioni sono libere a
tal punto da affermare che lo stretto di Messina a lui non piace.
E non piace ancor di più perchè quell'appalto e ha ricordato ad Alleanza Nazionale che la questione morale
è ancora da rivendicare ed è un valore importante.
Ma ad accendere il tono politico è stato quando Capezzone ha aperto l'argomento
della questione morale che ancora pesa nelle capacità di sviluppo ed è tale da
incidere sui rapporti politici perchè è innazitutto questione politica.
La questione morale non è la questione morale da sufficiente.
Non serve a speculare sulle questioni giudiziarie, ha stigmatizzato Capezzone,
in quanto non seve a usare le istituzioni per colpire i politici e non per promuovere
interessi generali, ma per colpire l'avversario.
"C'è un tentativo di restaurazione che si ritrova nel centrosinistra ossia di assettare
il sistema politico per rallentarlo e di conseguenza per il centrosinistra fa critica
la finanziaria perchè taglia le risorse agli enti, fa critica la nuova riforma federale
che finanzia il concetto della globalizzazione. Solo la capacità di governo
per risultato, oggi uno rappresenta uno scenario della globalizzazione, le microaree territoriali
e le macroaree non hanno la possibilità di competere se alla base dell'azione amministrativa
non c'è il rigore, la capacità, se non c'è la volontà di fare sistema, intercettare le risorse
e se non c'è la volontà di servire la propria comunità con persone serie che seguono
la linea programmatica del governo.
Quando parliamo del futuro oramai è alle porte perchè l'Italia e il mezzogiorno
d'Italia, anche a destra c'è un meridionalismo di bandiera che non serve, la nuova
frontiera del meridionalismo non si chiama globalizzazione, ma si chiama visione
strategica del mediterrane o funzione e capacità verso i paesi sottosviluppati, si chiama
capacità dei microsistemi territoriali di trovare altrove relazioni e aggregazioni non
perchè non possiamo competere col modello della devoluzione ma perchè il nostro spazio
naturale, le nostre risorse, la nostra storia, la nostra conformazione, la nostra
posizione geografica, la nostra cultura, ci spinge ad avere il destino in un'area che
non è nè quella del nord europa ma ci spinge in un destino che non è solo di sviluppo,
di affari, ma è soprattutto un destino culturale. Perchè ancora oggi le uniche vie e le
uniche ferrovie che stanno in Somalia le abbiamo fatte noi. Questa è la verità storica
e rispetto a questo si ha una volontà di interpretare il destino di una comunità
di un partito che ha classe dirigente, che ha mobilitazione, ma cerca di interpretare
e anticipare i tempi della politica. Non a caso il sindaco ha parlato della nuova programmazione
perchè in questa città è stata scritta una storia importante. Dopo una fase del blocco
del sistema si sono riaperte le energie e le iniziative che producono risultati
importanti e che ci apre le porta a fare una sfida non tanto di partito ma a rilanciare
una sfida con le famiglie, con gli studenti facciamo diventare Benevento il capoluogo
di questa provincia, il centro di questa provincia, determiniamo una nuova stagione
che dia risultati più incisivi, più concreti, che serve a dimostrare che ad esperienza
di governo di Alleanza Nazionale, ha possibilità di essere intesa, di diventare centrale
al di là delle polemiche e dei posizionamenti che poi risultano essere riduttivi
nella interpretazione di una realtà che è in frenetica trasformazione. Ma io
non posso
non dire a certa sinistra che sempre l'Italia è stata l'Italia delle autonomie e dei
decentramenti, pertanto la devolution è una normativa
che rafforza questo concetto, che lo allarga, che lo estende
perchè poi non sarà un peccato se Bassolino potrà sperperare il danaro pubblico della
sanità
ma dovrà mettersi prima le mani in tasca prima di spendere qualche cifra, non sarà male
se qualche direttore generale di asl prima di sperperare il denaro pubblico debba avere
la responsabilità della spesa. Perciò vi dico oggi il destino dei nostri territori
del nostro tessuto sociale si gioca molto sulla capacità che la destra ha di tirare
certi processi politici, culturali e io credo che a questo mandato che è un mandato
conferito tempo fa noi non dovremo e non potremo attirare altrimenti non saremo coerenti
e sentire ragioni che non appartengono alla logica del domani ma appartengono alla logica
di ieri e dell'altro ieri".
è una realizzazione editoriale THE MOMENT