Giuseppe De Mita
Responsabile degli Enti Locali




Questa occasione è un momento per dialogare, per rendere anche più materiale,
evidente la discussione, capire il consenso e il dissenso. Perchè si è sviluppata
a Paternopoli una sorta di bolla irreale. Per cui la realtà era diversa da quella
che appariva sui giornali, e sui giornali apparivano cose diverse da quelle reali.
Così abbiamo modo di discutere e in una certa misura di riprendere un filo interrotto
con lo scioglimento del consiglio comunale. Qui il filo si è interrotto un po' prima.
Forse sono prevalsi comportamenti un pò disinvolti, qualche furbizia, anche qualche
comportamento assunto in buona fede. Noi siamo qui per interrogarci non per verificare
chi ha torto o chi ha ragione, non per fare processi ma interrogarci sulla realtà di Paternopoli
su quello che fa parte, certo anche capire perchè sono accadute alcune cose.
Però adesso la nostra attenzione nei confronti del passato per essere così critica
deve avere come riferimento i fatti e per i comportamenti futuri
però noi non dovremmo affossarci, soffocarci dentro una questione.  Il vento di novità è dato da questo approccio diverso che
noi vogliamo provare ad avere anche rispetto ad altre persone che ho letto, mi hanno
riferito, stanno discutendo delle cose di Paternopoli. A noi non interessa giudicare
moralmente chi ha fatto bene e chi ha fatto male qui è in ballo, in discussione,
gli interessi delle persone che sono in questa piazza, la sua contestualizzazione
all'interno di una comunità più ampia che non è solo quella paternese ma è tutta
della zona altrimenti non si spiegherebbe solo con il richiamo di partito la presenza
di tanti amici amministratori di quest'area. E noi dobbiamo a misurarci con le cose
e oggi apriamo un discorso senza nessuna ambiziosa conclusiva, però provando a fare
chiarezza su alcuni elementi. La realtà paternese ci aiuta a sciogliere un equivoco
perchè se noi ci soffermiamo come stanno facendo altri sull'impiccio del centrosinistra
e su chi è più centrosinistra degli altri ci chiudiamo in un piccolo ceto che dal
quale corriamo il rischio di non uscire più. Un pò perchè c'è ancora la difficoltà
di capire cos'è il centrosinistra, quello che vedo io forse anche a Paternopoli
il centrosinistra è una sorta di foglia di fico, il vestito buono per mascherare qualche
sporcizia. E noi difronte a questa questione dobbiamo essere molto attenti..
Se il centrosinistra è quello che immaginano i diessini a Fontanarosa allora il centrosinistra
non c'è perchè quello che è accaduto alla realtà prossima come Fontanarosa è gravissimo.
Quando la discussione invece di essere sulle cose si trasforma sul posto, su un
assessorato e mentre la discussione è in corso, perchè magari ci sono perplessità ,
si decide di mandare tutto all'aria. Ci si allea con l'altra parte e si scioglie
il consiglio comunale. Cosa avremmo dovuto fare noi un anno fa con la De Simone?
Siamo stati un mese, cosa dovremmo in alcune realtà laddove con i ds ci troviamo
in una condizione di attrito? Sui programmi e sulla gestione. Allora mettiamo ben in chiaro
le cose. Il centrosinistra è un 'aspirazione, un desiderio volto a cambiare le cose,
a costruire una condizione di cambiamento,maturo più nell'elettorato perchè abbiamo un
consenso oltre al 60% che piuttosto nella testa di alcuni dirigenti nel centrosinistra.
E questo secondo me deve essere un elemento di chiarezza, perchè se la sfida si trasferisce
in questa sorta di rapporto muscolare, noi siamo pronti. Io ho letto dai dirigenti diessini
che non hanno incubi nel caso in cui si dovesse rompere il rapporto, ma se non hanno
incubi i diessini figuratevi noi che incubo possiamo avere.
La questione non è tanto chi si proclama prima o dopo di centrosinistra, la questione
è chi è più in grado di costruire condizioni di cambiamento. Io ho letto da qualche partito
nostro alleato la spiegazione che noi dovremmo modificare,
che siamo delle persone un pò disinvolte nella gestione del potere, ma io credo che in questa provincia
e anche sul piano nazionale la margherita rappresenta il vero elemento di novità
sul piano politico. In questa provincia un poco perchè la margherita è la prosecuzione
dell'esperienza democristiana e popolare, e poi tutto si può dire che ci sono luci e ombre
e le ombre noi non le neghiamo, anzi le mettiamo in evidenza, perchè è sulle ombre che si
costruisce il cambiamento futuro. Questa provincia è cambiata grazie a questa classe dirigente non ad altre classi dirigenti. E noi oggi se noi siamo una forza potenziale di
cambiamento per chi è classicamente seduto qui dietro, chi viene da un'esperienza
di sinistra, chi viene da un'esperienza di cultura liberale, ecologista è il fatto che
tutti si ritrovano in questo partito. E che questo partitto ha una capacità di riferimento
anche sul piano elettorale ciò significa che potenzialmente è una forza di cambiamento.
Perciò la discussione la vogliamo affrontare partendo dalle cose, la nostra due giorni
è stata fatta non per decidere chi candidare alle primarie, la nostra due giorni è stata fatta per aprire un discorso,
una fase di discussione sulle cose con i cittadini paternesi, per evitare che accada quello che
è accaduto un anno e mezzo fa, perchè una piccola spiegazione, un piccolo resoconto
di come sono andate le cose è doveroso. Son venuti da noi per capire come organizzare
un anno prima le elezioni a Paternopoli. La cosa che abbiamo suggerito fare una manifestazione
come questa, discutere con le persone, fare un programma, poi saremmo andati alla discussione
anche con i ds e con gli altri partiti per vedere gli organigrammi. Questo impegno
fu preso nell'ottobre del 2003. Poi fu disatteso, due mesi prima, di notte
ci fu un accorso tra il sindaco e la lista e il programma e le cose da fare.
Sapevamo che c'erano altre persone come Duilio e altri che avevano disponibilità
nei confronti del partito e perchè non raccogliere questa disponibilità. Ma questa disponibilità
non andava raccolta sottobanco, di nascosto, questa disponibilità andava manifestata pubblicamente
in un'occasione come questa. E si è verificato che invece era prevalsa qualche disattenzione
in buona fede o qualche furbizia e abbiamo ragionato con quello che restava, cioè Duilio,
De Rienzo e abbiamo costruito una possibilità di cambiamento, certo sapendo che la
situazione era su un equilibrio incerto ma la nostra aspirazione era come si muovevano
le cose, e non credo che noi siamo gli sconfitti del comportamento di De Rienzo.
Il comportamento di De Rienzo è la prova di come Duilio con tutta la sua bontà,
il suo modo pacato sia riuscito a crearsi un riferimento all'interno dell'amministrazione
al punto tale da creare un'insofferenza che poi ha determinato questi comportamenti isterici.
Quello che non ho capito è perchè si dovessero organizzare cose strane,
era insospettabile che questo abbraccio avvenisse nel momento in cui il cambiamento poteva essere
realizzato. Questo è accaduto e ripartiamo da quel punto lì. Perchè la nostra idea
è che il cambiamento va costruito pian piano, con pazienza, anche con qualche sacrificio.
Io credo che anche in questa piazza ci sono momenti passeggeri per una logica più ampia
in cui vengono coinvolti tutti. Vogliamo fare una discussione fuori dalle polemiche,
non entrando in questa cosa polverosa e con grande disponibilità nei confronti di tutti.
Il sociologo Martin sosteneva "non parlare con gli idioti perchè la gente potrebbe
non accorgersi della differenza". L'unico limite che ci poniamo rispetto a questa
disponibilità nei confronto è una cifra dell'intelligenza che già esclude alcune persone
però nei confronti degli altri noi dobbiamo aprire una nuova fase.
Non ci interessa Paternopoli il ragionamento su grandi aree, cioè ricostruire le nostre
realtà municipali non sul campanile ma su ambiti comunitari più ambiti. L'esempio delle
comunità montane come ambiti larghi e che racchiudono fette di interessi non gretti
ma che creano condizioni di solidarietà è la nostra prospettiva. Questa è la nostra
disponibilità mi auguro che incroci anche la vostra. Grazie".

è una realizzazione editoriale THE MOMENT