Dario Di Sopra Responsabile Centro Orientamento e Tradizione
Che un cattolico debba essere contrario ai cosiddetti detti matrimoni gay
mi sembra ovvio: glielo impongono la sua fede religiosa, i comandamenti della chiesa
e la sua tradizione morale. Dunque è contrario anche a manifestazioni illegittime
come il gay pride che si sta svolgendo qui a Salerno.
Ma questo non significa che chi invece non è cattolico cristiano, debba essere automaticamente
a favore delle unioni omosessuali. Sarebbe assurdo; sarebbe come dire che, siccome i cattolici condannano
il furto, in contrapposizione i laici debbano essere favorevoli al furto. Ci vuole
invece, il buon senso; e il buon senso ci dice che ci sono ragioni sociali, economiche
e civili che dimostrano la negatività di riconoscere legalmente il matrimonio
a coppie di gay.
Detto questo, si deve forse ritenere che il popolo italiano possa trarre maggior
giovamento, riconoscendo le coppie omosessuali? No di certo.
Noi difendiamo la famiglia naturale nella sua struttura tradizionale, cioè composta da
un padre che sia un vero padre, da una madre che sia una vera madre e dai figli, magari
anche dai nonni; quella che è la famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, è realmente
l'elemento cardine della società. Con il cosiddetto matrominio gay oggi assistiamo
alla dissoluzione dei nuclei familiari, quelli normali.
Senza voler prendere in considerazione il divorzio, la pornografia che esalta l'adulterio,
il tradimento, l'aborto, l'eutanasia, il fenomeno satanista che avvelena le menti
e la droga che castra i nostri figli.
2. Attenzione: il cosidetto matrimonio gay vuol dire anche pari diritti con le coppie
normali o se si preferisce eterosessuali. Vale a dire il diritto alla casa popolare
senza distinzioni a discapito delle famiglie tradizionali.
Reversibilità della pensione, assistenza sanitaria e successione, senza considerare che
queste coppie contro natura se riconosciute legalmente comunque non possono procreare
e quindi i figli cresciuti dalle coppie normali dovrebbero in futuro pagare la
pensione alle vecchie checce questo termine non vuole essere usato assolutamente in
senso dispregiativo ma piuttosto provocatorio.
(Oggi infatti si preferisce il termine omosessuale. Anche se quest'utilizzo in italiano
è un obbrobrio. Infatti l'aggettivo omosessuale significa dello stesso sesso. Dunque mentre è
lecito parlare di rapporto omosessuale, non si può dire di ogni cosa omosessuale perchè non significherebbe
nulla. Probabilmente i termini popolari più colori sono i più corretti).
Il mondo mass-mediatico oggi sembra voler sdoganare i rapporti omosessuali nei
propri modelli di comunicazione e infatti la pubblicità può darci già delle
agghiaccianti anticipazioni sui nuovi modelli.
Ma d'altra parte i media temono di fare il passo più lungo della gamba e così
dal sito internet Gay.it alla televisione satellitare Gaytv, terminata una prima fase di
sperimentazione, ora cercano di proporsi alle grandi aziende come canali privilegiati
per raggiungere una popolazione omosessuale, di circa 5 milioni di individue sessualmente
disordinati (stando ai dati Eurispes) che, secondo uno studio commissionato da gaytv, realizzato da
un'agenzia (Gpf & Associati), spende ogni anno circa 20 miliardi di euro solo in abbigliamento.
E dalla stessa indagine emerge che il 70% dei gay possiede un personal computer, più
del 70% naviga regolarmente in internet e più della metà possiede una carta di credito.
La popolazione gay in percentuale, dunque, è indubbiamente più ricca delle famiglie
tradizionali con i figli a carico, tanto è vero che secondo l'Eurisko i gay vanno
in vacanza di più e spendono di più, fino a 4 mila euro per singolo viaggio, poveretti!
Un target sicuramente ricco ed economicamente interessante per essere sdoganato dalla
nicchia della pubblicità specializata. Ma questo è uno degli aspetti economici della
vicenda.
In politica non si pensi poi che il movimento "pro-gay", cioè una politica adiscapito
della famiglia naturale, sia monopolio esclusivo del centrisinistra.
Non è così, infatti, se da una parte Pier Gianni Prosperini di Alleanza Nazionale a Milano
promuove, sull'onda delle polemiche dopo la decisione del governo spagnolo, una
condivisibile campagna di sensibilizzazione contro i cosiddetti "matrimoni gay" e i diritti
che ne derivano fra i quali le aqdozioni di minorenni, dall'altra parte lo stesso partito
di Gianfranco Fini, ha presentato alle elezioni comunali di Merano Enrico Oliari, presidente
nazionale di gaylib, ovvero: gay liberal e di centrodestra. Il quale ha stilato una lista
di nemici fra cui compare l'attuale Papa Benedetto XVI, i giornalisti de "Il Borghese"
(anni '70) naturalmente Forza Nuova (non poteva mancare), e un po' a sorpresa Riccardo Illy,
colpevole, in qualche modo, di aver riconosciujto l'importanza della famiglia naturale.
E il diritto d'adozione: Innanzitutto, si confonde volutamente il desiderio naturale di
maternità o paternità con un diritto, che diritto non è! Senza prendere nemmeno in considerazione
per un attimo le naturali esigenze del bambino! Andiamo allora al nocciolo della questione.
Il matrimonio o è sacro o non è altro che un contratto... In entrambi i casi non sono
accettabili matrimoni omosessuali. Perchè senza nemmeno considerare la possibilità
di sacralità, se contrattuale il matrimonio deve assicurare benessere, prosperità,
discendenza, contribuire alla crescita di un popolo... Pertanto le unioni omosessuali
non possono mi pare ovvio, rispondere al fondamento stesso del contratto matrimoniale.
Senza parlare di forma, norma, educdazione...
Poichè io sono un cristiano, come insegna San Giovanni Bosco, ho adottato questo
detto "Dei ministri di Dio o parlar bene o tacere".
Il più delle volte mi capita di dover tacere (almeno che non parli di padre tam) ma don
enzo Boninsegna ha detto: "Vi confesso che, se io fossi il diavolo, per sfasciare
la società e allontanarla da Dio comincerei con lo sfasciare la famiglia e per sfasciare
la famiglia farei di tutto per educare i giovani all'impunità...".
In conclusione, ecco allora il nocciolo della questione è la famiglia, l'ultima resistenza
legittima. La riconquista può partire solo dalle nostre famiglie, nelle nostre case,
cambiando uomo per uomo e andando per casa. Questa è l'azione politica e sociale possibile.
è una realizzazione editoriale THE MOMENT